Comunità Educanti Virtuose

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Archive for settembre 2009

Stati Uniti: La scuola di Rhee

Posted by S.T. su 28 settembre 2009

Michelle Rhee

Barack Obama l’ha definita “la nuova meravigliosa direttrice” .
è Michelle Rhee, nata in Ohio, di origini coreane.
Dal luglio del 2007 dirige il sistema delle scuole pubbliche del distretto di Columbia a Washington, scrive Time. All’epoca della sua nomina Rhee aveva 37 anni e lavorava per un’organizzazione non profit che aiutava le scuole a scegliere bravi insegnanti, ma non aveva mai diretto un istituto scolastico.

Washington aveva la peggiore scuola pubblica americana con gli stessi problemi di quelli italiana professori sotto pagati, sistema inefficiente scuole in sovrannumero.

Nei primi sei mesi di attività la Rhee ha licenziato 98 funzionari, 24 presidi, 22 vicepresidi, 250 insegnanti e 500 supplenti. Ha poi detto che avrebbe chiuso 23 scuole sottoutilizzate e ne avrebbe ristrutturate altre 26.

Il patto che lei ha fatto con gli insegnanti è di tenerli a tempo indeterminato con lo stesso stipendio o a contratto determinato con il doppio dello stipendio ma sottoposto per il  rinnovo ad un criterio di valutazione oggettivo delle capacità dell’insegnante. (fonte www.francescopira.it )
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Migliorare l’esposizione orale in classe

Posted by S.T. su 27 settembre 2009

Quando mi capita di parlare con gli altri genitori io sostengo che i ragazzi a scuola andrebbero più incoraggiati, più motivati, più stimolati proponendogli anche delle sfide.
In genere loro sono molto scettici, mi dicono che non è possibile “motivare” alla scuola dei bambini delle elementari o dei ragazzini delle medie ed è difficile anche nelle superiori.
In genere pensano che è meglio far leva sul senso del dovere o comunque essere severi.

Io non sono daccordo ma loro mi sfidano a trovare delle situazioni concrete dove si è riusciti a “motivare”.
Questo post è un primo tentativo di raccontare “esperienze di motivazione ad apprendere”.

Migliorare l'esposizione orale in classe “Migliorare l’esposizione orale in classe”

di Chaty Miyata
Edizioni Erickson

“Lavoreremo insieme per otto settimane”, annunciai ai ragazzi della prima media che mi
guardavano sospettosi, “e alla fine del corso ognuno di voi dovrà fare una presentazione di cinque minuti  davanti ai suoi compagni. Da solo.”

Mentre queste parole risuonavano nel silenzio dell’aula, il ragazzo della prima fila lasciò cadere la testa sul banco, dietro di lui la sua compagna dal naso aquilino emise un gemito e il ragazzone riccioluto alla mia destra vagò con lo sguardo fuori dalla finestra. Tra gli studenti si insinuò una certa tensione, densa e carica come una nebbia improvvisa, e sui loro volti si dipinse la paura; potevo leggere nei loro occhi i pensieri che giravano nelle loro teste: “Questa vuole che ci alziamo in piedi davanti a tutti e che ci mettiamo a parlare !”

Mi schiarii la gola, cercando di trovare un migliore approccio. “Lo sapevate che per la maggior parte degli americani, in cima all’elenco delle paure personali c’è la morte ?” Mi fissarono tutti con lo sguardo attento. “Sapete quale è la paura numero due ?”
Alcuni scossero il capo. Un ragazzino invece annuì.
“Quale ?” Gli domandai.

“Parlare in pubblico” rispose con una voce dura e compatta come il pugno che teneva serrato.
“Sorrisi. “Esatto. Questo colloca quindi il nostro progetto molto vicino alla Grande Mietitrice, vero ?”
“Io scelgo la paura numero uno” mormorò il ragazzino proprio davanti a mè, lasciando cadere sconsolato la testa sul banco.
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Apprendimento cooperativo

Posted by S.T. su 19 settembre 2009

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Progetto della Istruzione servizi didattici della provincia di Torino.

Dal sito www.apprendimentocooperativo.it

Alcune definizioni di apprendimento cooperativo:

  • David W. Roger T. Johnson e Edythe J. Holubec “Cooperare significa lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. All’interno di situazioni cooperative l’individuo singolo cerca di perseguire dei risultati che vanno a vantaggio suo e di tutti i collaboratori. L’apprendimento cooperativo è un metodo didattico che utilizza piccoli gruppi in cui gli studenti lavorano insieme per migliorare reciprocamente il loro apprendimento”  (“Apprendimento cooperative in classe, migliorare il clima emotivo e il rendimento”, 2000, cap. 1 pag. 20):
  • M.Comoglio: “Un metodo di conduzione della classe che mette in gioco, nell’apprendimento, le risorse degli studenti. Così inteso, si distingue dai metodi tradizionali che puntano invece sulla qualità e sull’estensione delle conoscenze didattiche e di contenuto dell’insegnante. Infatti, diversamente da questi ultimi, he sa gestire e organizzare esperienze di apprendimento condotte dagli stessi studenti e, insieme, sviluppare obiettivi educativi di collaborazione, solidarietà, responsabilità e relazione, riconosciuti efficaci anche per una migliore qualità dell’apprendimento” (da “Verso una definizione del cooperative learning, Animazione Sociale n. 4,1996):
  • R. Slavin, S. e M. Kagan e E. Cohen (1983): “É un insieme di in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni in base ai risultati conseguiti”.

L’idea di fondo dell’apprendimento cooperativo consiste nell’ottenere il coinvolgimento attivo degli studenti nel processo di apprendimento.

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All’ufficio scolastico riapre lo sportello genitori

Posted by S.T. su 12 settembre 2009

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Riapre, dopo la pausa estiva, lo “Sportello genitori per i genitori” all’Ufficio
Scolastico Provinciale di Bergamo (ex Provveditorato agli Studi – www.istruzione.bergamo.it) in
via Pradello, 12.

E’ un punto di riferimento informativo e di consulenza dei genitori per i genitori
con figli a scuola, che resterà aperto ogni sabato mattino, dalle 9.30 alle 11.30, negli spazi
dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Ufficio Scolastico,  pronto a spalancare le porte ai
genitori.

Il servizio è stato varato nel febbraio 2008 come sperimentazione ed è entrato a regime nel 2009  sulla
scorta dell’ottimo riscontro ottenuto.

Lo Sportello viene gestito, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico, dal Fopags (cioè il Forum che riunisce a livello provinciale Associazione Italiana Genitori – Age, Associazione Genitori Scuole  Cattoliche – Agesc, Coordinamento Genitori Democratici – Cgd) e dal Coor.Co.Ge, il Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati Genitori delle scuole superiori della provincia di Bergamo.

E’ un punto di incontro, uno spazio istituzionale dei genitori,  valorizzati come risorsa anche
all’interno dell’Ufficio Scolastico, in abbinamento al grande lavoro di formazione per i genitori
impegnati con cariche elettive nelle scuole, cioè nei Consigli di Istituto e nei Comitati Genitori.

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L’insegnante: un ottimo educatore

Posted by S.T. su 9 settembre 2009

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“Essere insegnanti non significa solamente trasmettere fredde nozioni: il docente deve essere prima di tutto un ottimo educatore. Il modo in cui l’insegnante si relaziona con l’alunno deve essere perciò professionalizzato”.

E’ quanto emerso dalle parole del professor Mario Becciu, presidente dell’Associazione Italiana Psicologia Preventiva, intervenuto giovedì scorso al Cinema Teatro Salesiani di Livorno, in occasione dell’incontro organizzato dalla Diocesi di Livorno per ricordare San Giovanni Bosco e le sue intuizioni educative.

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Scuola per genitori a Lecco

Posted by S.T. su 8 settembre 2009

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DA  SCUOLA PER GENITORI LECCO

Una domanda ha definitivamente convinto i promotori dell’iniziativa che la stessa dovesse divenire una realtà, se ritenevano che fosse normale si dovesse giungere al punto di fondare una scuola di questo tipo.

Forse dovremmo riservare il nostro sconcerto per la “normalità” che complica e rovina la vita dei nostri figli; per la normalità che ci vede sempre più spesso spettatori anziché attori, per la normalità che consente di non vedere e non preoccuparsi.

La normalità dell’io; la normalità della solitudine.

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Scuola per genitori

Posted by S.T. su 7 settembre 2009

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Da www.impresafamiglia.it

L’idea di una Scuola per Genitori è nata in Associazione Artigiani a Vicenza cinque anni fa, dal grande successo registrato dagli incontri di orientamento organizzati  dall’Associazione per i genitori.
Dall’idea iniziale si è sviluppato un progetto ambizioso, nato con l’obiettivo di riflettere tutti insieme su uno dei più grandi valori della tradizione artigianale, la famiglia. La realizzazione e la nascita della “Scuola” è stata possibile grazie al felice incontro di idee con il prof. Paolo Crepet che, fin da subito, ha sposato le finalità del progetto diventandone direttore scientifico.

Scuola per Genitori, dunque, compie quest’anno quattro anni e si ripropone con iniziative e incontri che fanno tesoro di quanto è emerso in questo periodo trascorso a contatto con i genitori, ma anche con i giovani e gli insegnanti.

L’iniziativa in questi anni si è sviluppata e il “format” ha fatto scuola: sono nati lo Spazio Giovani, rivolto ai ragazzi degli istituti superiori, e lo Spazio Insegnanti; è diventata un marchio registrato e una società, Confartigianato Impresa Famiglia; è stato adottato in altre città italiane, Forlì, Terni, Trento, Castelfranco, Cesena e Brescia, e numerose sono state le richieste e le segnalazioni di interesse da parte di enti e associazioni di altre province.

L’obiettivo negli anni, anche attraverso nuove iniziative e nuovi strumenti, è rimasto lo stesso: salvaguardare la famiglia  e fare cultura della famiglia, riconoscere valori e dignità ai legami parentali, responsabilizzare i ruoli di genitori e figli, favorirne una comunicazione efficace che porti beneficio alla società moderna, troppo spesso basata sui canoni della superficialità e dell’immagine.

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Innovascuola

Posted by S.T. su 6 settembre 2009

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Con la Libreria Digitale Aperta (LDA) prelevi centinaia di contenuti didattici gratuiti.
In  Primo Piano consulti news, interviste o recensioni di libri e siti, proposti dalla redazione.
Nell’area Esperienze leggi i progetti realizzati dalle scuole con i nuovi media.
Approfondisci l’uso delle tecnologie per la didattica con i Canali tematici e le Pillole formative.
Apprendi dai video del Canale YouTube, ed altro ancora…

Tutto questo è “Innovascuola“, portale realizzato dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie (DIT) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR).

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Un esempio di Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) nella scuola media

Posted by S.T. su 6 settembre 2009

Dal sito dell’ Istituto Comprensivo Como Prestino-Breccia

Scuola secondaria di primo grado di San Fermo

La scuola secondaria di San Fermo è caratterizzata da una grande attenzione verso le nuove tecnologie.

Non si tratta solo di insegnare ad usare il computer, ma soprattutto di favorire l’approccio alla didattica laboratoriale, intesa come attività incentrata sull’apprendimento partecipato, sulla costruzione attiva e partecipe di conoscenze, competenze, capacità più che sull’insegnamento ex cathedra. Da non sottovalutare l’aumento della motivazione all’apprendimento, in quanto si utilizzano risorse accattivanti, polivalenti, polisemiche.

Oltre ad avere tre aule multimediali, tutte le classi della scuola, dal settembre 2007, sono dotate di computer, videoproiettore e Lavagna interattiva multimediale.

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Lavagna Interattiva Multimediale (LIM)

Posted by S.T. su 6 settembre 2009

La dott.ssa Orlandini risponde ad alcune domande sulla Lavagna Interattiva Multimediale

Esempio di utilizzo della LIM

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