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Falerone. La Fondazione Altini consegna tre borse di studio ad altrettante studentesse

Posted by S.T. su 28 ottobre 2009

Falerone AP
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Da www.informazione.tv/news.asp?id=4726

Scritto da Adolfo Leoni

altiniDici: Terra dei cinque nodi, e pensi subito ai cappelli, all’olio piantone, al dolce “lu serpe”. Poi, a guardar bene, a cercare bene di cose eccellenti se ne trovano tante altre. Eccome se si trovano. La scuola, ad esempio.

Prendete l’Istituto comprensivo. Lega i comuni di Massa Fermana, Montappone, Monte Vidon Corrado, Falerone e Servigliano. “Lega i comuni” , nel senso che ne accomuna i ragazzi – ce ne sono d’italiani e d’immigrati -, li fa lavorare insieme, li fa crescere. Cioè: li educa. Viene in mente la Scuola di Barbiana, quella di don Lorenzo Milani. Un prete che avrebbe dato la vita a difesa della scuola, perché, ricordava sempre, la scuola è il miglior collante, è lo sviluppo civile e sociale di una comunità locale.

Ecco, tutto questo abbiamo pensato venerdì 23 ottobre, partecipando ad una piccola-grande iniziativa a Falerone.

E’ mattina, è giorno di lezioni, ma oggi se ne farà una diversa.

La sala del consiglio comunale è straripante di ragazzi delle medie inferiori, d’insegnanti. Sono presenti alcuni genitori, eppoi il parroco don Leandro Nataloni e i sindaci (Tarulli di Massa Fermana, Mochi di Montappone, Scorolli di Monte Vidon Corrado, Ferrini di Falerone, Marinozzi di Servigliano, c’è anche il presidente del consiglio d’istituto Pantanetti). Da un lato, in prima fila, c’è una coppia di signori. Sono i coniugi Altini: Armando e Diva Mariucci. Il loro figlio Alessio è morto nel 2003 in un impensabile incidente stradale. Per ricordarlo, è nata la Fondazione Altini. Distribuisce borse di studio e aiuti ai laureati con intenzioni di proseguire con i master. Oggi sostiene l’ISTAO, ma anche i ragazzi dell’istituto comprensivo di Falerone che hanno superato a pieni voti l’esame di terza media. Tre di essi: Giada Silenzi (scuola di Falerone), Claudia Miti (Montappone) e Leonita Neziri (Servigliano) stamattina saranno premiate con un buono di 350 euro a testa per acquisto libri. “Premiate”, dicevamo, per il profitto, ma anche per la capacità di socializzare, di trovarsi insieme, di fare gruppo, e per il buon carattere. Grande!

Ora, gli elementi ci sono tutti per dire che questa è una comunità educante.

Ci sono i sindaci, che rappresentano le istituzioni più vicine alla gente: i comuni; c’è la chiesa, dalla parte sempre dell’educazione; ci sono i ragazzi, che debbono essere aiutati a trovare e sviluppare i propri talenti; ci sono gli insegnanti, che hanno la responsabilità di far sbocciare quei semi; c’è una Fondazione che in memoria di un giovane ne aiuta altri.

Allora, è festa grande. Ed ognuno mette del suo. Ognuno stamattina è il protagonista di questo spettacolo costruito insieme agli altri. Come dire: si costruisce insieme.

Ci sono i giovanissimi presentatori, eppoi i ragazzi che suonano la tastiera, le chitarre, che ballano le danze irlandesi, che interpretano le musiche dei Led Zeppelin e dei Santana, di Bach e di Beethoven. Sono stati preparati con passione e capacità dagli insegnanti Graziano Ferracuti e Lelio Leoni. E, a proposito di docenti, non manca neppure l’esibizione delle colleghe musiciste Maria Rosaria Berdini e Daniela Carlini. E mentre sul palco immaginario si avvicendano i solisti e i gruppi, dietro le altrettanto immaginarie quinte si muovono altri insegnanti in veste di registi, come la signora Marisa Timi. A dirigere il tutto, il preside – oggi in burocratese: dirigente scolastico – prof. Vincenzo Trobbiani, un uomo che la sfida educativa l’ha accettata in toto.

E’ ora la volta dei premi. In piedi le vincitrici, in piedi i signori Altini. Armando e Diva si stringono non visti, si fanno forza. In tutti, una consapevolezza: certo, ricordiamo Alessio, che fisicamente non c’è più; ma dietro di noi, sopra di noi, accanto a noi, lui, sicuramente, resta vicino. E sorride!

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