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Archive for the ‘Persone’ Category

Un anno nel ciclo di contatto

Posted by S.T. su 6 ottobre 2009

Estratto da:  www.ilcounseling.it/articoli/ciclo_contatto.htm

A.S.P.I.C.
Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità

Master Esperienziale di Counseling Professionale
Scuola Superiore Europea

Tesi conclusiva
UN ANNO NEL CICLO DI CONTATTO
Una sperimentazione di counseling scolastico

Relatore:
dott.Roberto Costantini

Masteranda:
Daniela Fileccia

MASTER  CORSO 2OO3 – 2OO6

INTRODUZIONE
[..] Da sedici anni sono un’insegnante per scelta  e forse per “vocazione”,  e ho verificato che il maggior rischio nell’esercizio di questa professione è la ripetitività e la rigidità metodologica, ancor più pericolosa  nel suo confrontarsi con generazioni che cambiano anno dopo anno.

Sono stata e lo  sono ancora,  una docente esigente  nella formazione dei miei allievi e nel sollecitare in loro il senso della responsabilità, pertanto ciò che ho trasformato nel mio lavoro, grazie al Master in Counseling svolto ad Ancona, è stata la modalità di trasmissione dei contenuti centrata, non più sui programmi bensì sugli studenti.

Il cambiamento ha attraversato prima la mia persona, mi ha reso più morbida e flessibile, più aperta all’ascolto profondo, meno suscettibile alla rabbia  e più stabile nell’affrontare le “antipatie e simpatie” che inesorabilmente possono inquinare il lavoro.

Ho potuto sentire sulla mia pelle quanto i “transfert e controtransfert” incidano sul rapporto con gli studenti e quanto possano aiutare se correttamente usati.

Insegno Storia dell’Arte nelle scuole superiori e quindi  a ragazzi in una fascia d’età compresa fra i quattordici e i diciannove anni. La specificità della disciplina mi ha aiutata nell’esplorazione delle emozioni attraverso i simboli  e nella elaborazione di contenuti metaforici, di miti e fiabe. [..]

All’inizio del mio percorso [..], non avevo idea del tipo di trasformazione che si sarebbe realizzata,   non avrei potuto nemmeno immaginare la gioia profonda e leggera con cui si può entrare in classe e sentire l’energia degli allievi manifestarsi in maniera autentica, quando senza paura mostrano e verbalizzano l’ansia o la soddisfazione, la tristezza o l’entusiasmo perché sanno di poterselo permettere, quando la frustrazione non è fallimento ma un’occasione per crescere, quando il voto non è una valutazione sul loro essere ma sul loro sapere in quel momento, quando le rabbie nei confronti dei compagni o  dell’insegnante possono essere espresse in un confronto di bisogni e non di colpe.
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